Europei di calcio 1960: il primo trionfo è dell’Unione Sovietica

25/06/2020

La vittoria in finale sulla Yugoslavia consegna all’Urss la prima edizione degli Europei di calcio, disputata nel 1960. Ecco i momenti salienti della competizione

La prima edizione degli Europei di calcio per nazioni, tenutasi nel 1960 grazie all’intuizione del dirigente Uefa Henry Delaunay, viene accompagnata dallo scetticismo generale. Belgio, Germania Ovest, Inghilterra, Italia, Olanda, Scozia e Svizzera decidono di non partecipare, mettendo subito a repentaglio l’idea di un torneo che tentava di far confrontare tra loro i principali movimenti calcistici presenti in Europa. La sfida tra le più importanti esponenti del calcio anglosassone, latino e dell’Est viene dunque rinviata.

Il clamoroso boicottaggio spagnolo

Ai nastri di partenza del primo Europeo si presentano 17 squadre, in una formula che prevedeva un turno preliminare (tra Irlanda e Cecoslovacchia) e partite a eliminazione diretta, con le semifinaliste a disputare la fase finale in uno dei 4 paesi ancora in gara. L’episodio più clamoroso riguarda senza dubbio la rinuncia della Spagna ad affrontare la trasferta in Unione Sovietica, nella gara d’andata dei quarti di finale. La federazione iberica tenta in tutti i modi di evitare il boicottaggio ma il generale Francisco Franco, all’epoca al potere a Madrid, resta irremovibile.

Tra Spagna e URSS non esistevano rapporti diplomatici e, come spesso è accaduto nel corso del XX secolo, le ragioni di Stato finiscono per prevalere su quelle sportive. Alfredo Di Stefano, uno dei calciatori più forti della storia, non ha così la possibilità di misurarsi contro quella che era la formazione più accreditata alla vittoria finale, guidata tra i pali dal leggendario Lev Yashin, ad oggi unico portiere ad aver vinto il Pallone d’Oro.

La leggenda Yascin sul trono d’Europa

Oltre all’Unione Sovietica sono Cecoslovacchia, Francia e Jugoslavia a raggiungere la fase conclusiva: un vero e proprio trionfo per il calcio “oltrecortina”. Semifinali e finalissima si disputano in Francia, a Marsiglia e Parigi. Davanti ai 25000 spettatori del Velodrome i sovietici strapazzano la Cecoslovacchia 3-0. Al Parco dei Principi invece la Francia, priva delle stelle Fontaine e Kopa, dilapida il doppio vantaggio perdendo per 4-5 contro una Jugoslavia capace di segnare tre gol a cavallo tra 75’ e 79’.

La finale di Parigi vede gli jugoslavi, giovani e sfrontati, affrontare la maggior esperienza dei sovietici. Il “Ragno nero” Yashin tiene a galla i suoi  con grandi parate fino al vantaggio di Galic. L’Urss reagisce e trova il pareggio con Metreveli, lesto a ribadire in porta una respinta di Vidinic su potente conclusione di Ponedelnik. La partita si decide così ai supplementari, durante i quali il centravanti Viktor Ponedelnik con un colpo di testa supera il portiere avversario.

Lev Yashin europei di calcio 1960

Quello del 1960 rappresenta il primo e unico trionfo dell’Urss nella competizione. Il movimento calcistico sovietico è stato capace di riproporre la propria nazionale in altre tre finali dell’Europeo (64, 72 e 88), non riuscendo più a raggiungere quel successo che rappresenta ad oggi il punto più alto della sua storia calcistica.

L’Urss aveva i propri cardini in Lev Yashin e capitan Igor Netto, nell’ala Valentin Ivanov e nei due attaccanti Metreveli e Ponedelnik. Una corazzata guidata in panchina da Gavril Kachalin, allenatore che ha segnato indelebilmente l’epoca d’oro della nazionale sovietica, essendo stato anche capace di ottenere un trionfo olimpico nel 1956.

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